Nella ideologia circostanziata dei valori offerti dal XXI secolo, i concetti di "bene" e di "piacere" sembrano avvicinarsi tanto da sovrapporsi nella maggior parte dei casi. Un piacere, nella sua forma sana, naturale e soddisfacente è in qualche modo un livello di congiunzione con la trascendenza. Nel caso del piacere, l'inganno sta proprio nella tendenza incoraggiata a servirsi dei piaceri nei modi, nei tempi o nella misura dell'eccesso. Ne risulta una brama in continuo aumento di fronte ad un piacere che continuamente diminuisce. In questa modalità si attua il principio di inversione che determina la condizione dell'insoddisfazione, questa ha poi lo strano potere di mantenere su di essa la concentrazione dell'individuo e la capacità di tenere lontana dalla sua mente la conoscenza che, priva di ogni sospetto delle leggi di ondulazione, associa al concetto primario di bene alla nuova concezione errata. Il passaggio dalla proposizione "sto perdendo interesse per questa cosa" alla proposizione "questa cosa è falsa" diviene difficilmente concepibile innescando un processo di latente depressione permanente che mantiene la mente lontana dalla semplice antitesi di vero e falso.
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14 anni fa

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