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Pensieri e giudizio: immanenza
In uno scenario in cui si crede di mantenere il controllo della realtà, non percependo minimamente quanto del nostro intelletto sia annebbiato dall'eccesso di informazione sensibile, ogni azione "cosciente" assume immediatamente tutti i connotati della realtà percepibile ed ogni pensiero si immerge immediatamente nei mille pensieri che si associano alle percezioni sensibili. Per questo il livello di concentrazione medio non supera la manciata di secondi, ed ogni volta che si cerca una meditazione che sia trascendentale, la mente svolazza tra sacro e profano, tra realtà e fantasia, tra gioco e finzione. Non vi è pensiero trascendentale che non sia disturbato dalle percezioni della realtà sensibile e che in esse non naufraghi nell'inganno della critica e del giudizio. Il cammino verso un pensiero puro, scevro dal giudizio, è irto e poco praticabile se non vince la capacità di rompere le catene che trattengono l'uomo legato all'ordinario, al sensibile, al materiale: alla terra.
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